2/3/2026 ore: 18:10

Lavoratore morto all’ex Ilva, Filcams Cgil: “Una tragedia annunciata. Governo intervenga a garanzia di salute e sicurezza”

Contenuti associati

È una tragedia annunciata quella che ha colpito ancora una volta, la seconda dall'inizio dell'anno, un lavoratore nello stabilimento dell'ex Ilva di Taranto, una struttura ormai al collasso, in uno stato di semi abbandono nel quale non è più garantita da tempo la sicurezza necessaria.

A perdere la vita è stato oggi un giovane lavoratore in appalto, impegnato nei servizi di pulizia dell'acciaieria.

Le organizzazioni sindacali di categoria hanno proclamato immediatamente una giornata di sciopero, a partire dalle 12.30 di oggi, 2 marzo.


I sindacati avevano segnalato ripetutamente lo stato in cui versano gli impianti e la necessità di programmare una adeguata opera di manutenzione, senza ottenere alcun impegno in tal senso da parte del governo.

Quello della salute e della sicurezza è il grosso, annoso nodo intorno al quale gira l'attività dell'ex Ilva: con il declino della produzione e l'incertezza di una possibile acquisizione alle gravi conseguenze sulla salute degli abitanti delle zone limitrofe si è aggiunta la precarietà della sicurezza all'interno dello stabilimento, ormai sfuggita di mano.


Una mancanza di sicurezza che tocca tutte le lavoratrici e i lavoratori che operano all'interno dell'ex Ilva, diretti e indiretti, come il ragazzo precipitato oggi nel vuoto, un lavoratore in appalto, che si trovava già in una condizione di precariato e fragilità lavorativa.

"Non è accettabile che le lavoratrici e i lavoratori dell'ex Ilva di Taranto debbano convivere quotidianamente con i rischi che comporta uno stabilimento lasciato allo sbando - commenta la Filcams Cgil - il Governo si assuma la responsabilità di un intervento che possa garantire la necessaria tutela della loro salute e sicurezza".