30/1/2026 ore: 17:00

Olimpiadi Milano Cortina, dalla Filcams Cgil un forte e netto no alla presenza dell'Ice

Al primo posto la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. "È intollerabile accogliere nel nostro Paese elementi della milizia che si è macchiata di tali violenze e abusi. Il governo ci ripensi"

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Le milizie anti immigrazione che hanno recentemente seminato violenza e morte in alcune città degli Stati Uniti stanno per sbarcare in Italia.

La divisione dello United States Immigration and Customs Enforcement (Ice) è ormai certo che sarà presente alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.

Brutali assassinii, arresti e deportazioni che non hanno risparmiato minori: le disumane attività esercitate dall'Ice, utilizzata dal presidente Trump in una violenta campagna anti immigrazione senza precedenti, aggirando la legge, le istituzioni locali e le forze dell'ordine, rappresentano l'avvento di una nuova barbarie e il tracollo della democrazia. Soltanto ieri un gruppo di loro agenti ha cercato di introdursi nel consolato ecuadoriano a Minneapolis, uno spazio riconosciuto inviolabile dalla legislazione internazionale.


È a questa milizia, portatrice di terrore e sopraffazione, che il governo italiano apre le porte del nostro Paese, in aperta contraddizione con i dettami della nostra Costituzione.

E questo avviene in un contesto che vede impiegata una considerevole forza lavoro, impegnata nella macchina organizzativa e ricettiva, come pure nella protezione, di un evento di portata internazionale.

Un accostamento che stride, da qualsiasi parte lo si consideri.

Lavoratrici e lavoratori del terziario, dei servizi, della vigilanza, della ristorazione, dell'accoglienza, le nostre lavoratrici e i nostri lavoratori, ai quali ci impegniamo a garantire tutele e diritti, si troverebbero a condividere gli spazi all'interno e in prossimità degli eventi olimpici con una rappresentanza delle squadre violente lanciate dal governo statunitense a fare scempio di libertà e diritti umani fondamentali: il primo pensiero in questo momento è garantire la sicurezza di lavoratrici e lavoratori e fare quanto in nostro potere per impedire che questo corto circuito storico si compia proprio nel nostro Paese.


Chi ci può garantire che gli agenti dell'Ice presenti in Italia non facciano uso dell'intimidazione e della violenza alle quali ricorrono abitualmente nell'esercizio delle loro esecrabili funzioni?

C'è una differenza abissale tra il concetto di sicurezza squadrista mostrato dall'America al mondo nel corso della presidenza Trump, espresso attraverso un uso spietato della forza e sull'attacco inumano a cittadine e cittadini, sulla base della più abietta discriminazione razziale, e la nostra idea di sicurezza che mette al primo posto la tutela  delle persone, che si impegna a garantire loro la possibilità di vivere in una società giusta, nella quale usufruire liberamente dei servizi necessari a una vita dignitosa. E, per quanto ci riguarda direttamente, comprende anche la sicurezza di un lavoro stabile, equamente retribuito, nel rispetto dei diritti di lavoratrici e lavoratori.


"Ci siamo sentiti vicini, profondamente vicini, a tutte le cittadine e i cittadini, le lavoratrici e i lavoratori, i migranti arrivati negli Stati Uniti per poter lavorare e garantire una vita dignitosa alle proprie famiglie, costretti da questa amministrazione a vivere nel terrore, braccati e aggrediti, e a quanti hanno cercato di proteggerli. Non è tollerabile accogliere una divisione dell'agenzia che ha compiuto tali brutalità e abusi, fino alle più estreme conseguenze, è semplicemente contrario ai principi della nostra Costituzione", ha dichiarato Fabrizio Russo, segretario generale Filcams Cgil. "C'è un limite oltre il quale la compiacenza e l'opportunismo del nostro governo non dovrebbero spingersi, per il bene e il rispetto della comunità che rappresenta".