Stop allo sfruttamento, a Strasburgo i sindacati europei in campo per la regolamentazione del subappalto e dell'intermediazione
Presidio e audizione al Parlamento Europeo per chiedere con urgenza una direttiva UE
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Stop allo sfruttamento e alla disparità di trattamento. Questo l'obiettivo del presidio tenuto oggi a Strasburgo dalle organizzazioni sindacali Effat (Federazione europea dei sindacati nei settori alimentare, agricolo e turistico e settori affini), Efbww(Federazione Europea dei Lavoratori dell'Edilizia e del Legno) ed Etf (Federazione Europea dei Trasporti), che al termine della manifestazione hanno presentato al Parlamento Europeo, nel corso di un'audizione, la richiesta di una direttiva urgente per la regolamentazione dei subappalti, delle esternalizzazioni e contro l’intermediazione del lavoro.
Una direttiva che vieti il subappalto delle attività che rappresentano il core delle aziende, che limiti i livelli di subappalto a un massimo di due privilegiando sempre l'assunzione diretta, e garantisca la piena parità di trattamento e di retribuzione per tutte le lavoratrici e i lavoratori, che siano assunti direttamente o impiegati attraverso ditte esterne: non è più accettabile che nello stesso luogo di lavoro vi siano lavoratrici e lavoratori che, pur svolgendo le stesse identiche mansioni dei dipendenti diretti, ricevono salari molto più bassi, lavorando molte più ore e vivendo in una condizione di perenne precarietà.
Dumping contrattuale, violazione dei diritti e scarse tutele in caso di infortuni sul lavoro: per contrastare gli abusi che si verificano lungo la catena di subappalto le organizzazioni sindacali propongono l'estensione della responsabilità a tutte le parti coinvolte, dai clienti agli appaltatori, ai subappaltatori.
Tra le richieste delle tre sigle sindacali la creazione di una licenza comunitaria UE per le agenzie di reclutamento e collocamento e per gli altri intermediari che garantisca trasparenza e vieti addebiti di commissioni non giustificate a lavoratrici e lavoratori.
Le terziarizzazioni hanno preso ampio campo nel settoredell'accoglienza nel nostro Paese: negli hotel è sempre più ridotto il personale diretto e tutte le funzioni centrali della gestione - dal rifacimento camere alla ristorazione, al facchinaggio - sono affidate a ditte esterne.
In un settore dominato dalla stagionalità, per le lavoratrici e i lavoratori indiretti alla precarietà del lavoro a termine si somma la precarietà del trattamento ineguale che ricevono: frequente la mancata applicazione del contratto maggiormente rappresentativo del settore e minori le garanzie e le tutele offerte da aziende più piccole e meno solide delle appaltanti.
"Una normativa europea che regoli gli appalti, limiti fortemente i subappalti e intervenga in modo stringente contro le esternalizzazioni negli alberghi, non è più rinviabile - dichiara Monja Caiolo, segretaria nazionale Filcams Cgil - Si tratta di giustizia sociale, di tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e della loro salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Si tratta di legalità: troppo spesso le esternalizzazioni nascondono, e a volte nemmeno in maniera tanto celata, fenomeni di intermediazione di manodopera. Si tratta del rispetto della dignità di migliaia di lavoratrici e lavoratori, della sostenibilità delle loro condizioni di lavoro e di reddito, dell'umanità del lavoro."