Tra regolamenti vessatori e trucchi per licenziamenti coatti, la DMO pratica la difesa a oltranza del profitto, sulla pelle di lavoratrici e lavoratori
Fabrizio Russo, "Uno scenario paradossale, intimidatorio e profondamente scorretto. Un passo indietro colossale nella storia dei diritti acquisiti dall'800 a oggi"
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È stata delineata una nuova frontiera della vessazione e, in alcuni casi, della persecuzione per le lavoratrici e i lavoratori impiegati nella grande distribuzione, che corre lungo il rischio, l'eventualità e addirittura la messa in scena del furto.
Dalle disposizioni fornite al personale in materia in alcune catene fino alla rappresentazione di una presunta appropriazione illecita per gettare discredito sugli addetti alle casse e liberarsene, sistema recentemente adottato da Pam Panorama, emerge da un canto la volontà di attribuire agli ammanchi di questa natura la responsabilità di deficit e crisi aziendali, piuttosto che a falle gestionali o altre motivazioni più stringenti, ma soprattutto appare chiaramente come in tutti gli scenari - la gestione di un tentativo di furto o l'essere l'oggetto, meglio ancora bersaglio, di un furto inscenato, tutto ricada sempre e comunque su loro, le lavoratrici e i lavoratori dei supermercati.
Esselunga dedica alcune pagine all'istruzione dei dipendenti in caso di aggressione o di furto.
Linee guida che invitano a mantenere la calma e ad "essere rispettosi", per non dare adito a maggiore aggressività (proprio all'Esselunga, nel punto vendita di Novoli, a Firenze, una cassiera trentenne ha subito recentemente un tentativo di violenza sessuale: ci chiediamo se calma e rispetto avrebbero sortito qualche effetto in questa circostanza).
Ma, tornando al caso in cui il personale del negozio si trovi ad assistere a un tentativo di furto, si legge nelle stesse pagine che la prima preoccupazione di lavoratrici e lavoratori deve essere "la tutela del patrimonio", che sarà salvaguardato sempre con discrezione e riservatezza, secondo uno schema preciso.
"Di fronte a una situazione critica e potenzialmente pericolosa per la lavoratrice o il lavoratore che si trova a fronteggiarla, quello che interessa all'azienda è la tutela del patrimonio, una responsabilità che, indicano espressamente nel testo, va a ricadere sull'intero personale del negozio, chiamato a "circoscrivere il fenomeno" - sottolinea Fabrizio Russo, segretario generale Filcams Cgil - mentre gli addetti alla vigilanza, preposti, attrezzati e addestrati per la gestione di tali emergenze, dovranno fornire un eventuale, successivo supporto. Al personale del punto vendita si chiede così, oltre alle mansioni previste dal contratto, di farsi carico della gestione di situazioni critiche, sottintendendo che eventuali perdite possano essere ricondotte a loro mancanze".
"Uno scenario che si fa paradossale, intimidatorio, profondamente scorretto con l'uso dell'ormai noto test del carrello, un passo indietro colossale nella storia dei diritti acquisiti da lavoratrici e lavoratori dalle prime battaglie ottocentesche ad oggi", aggiunge Russo.
"È lì che Pam Panorama ci ha riportato con questa indecente finzione che va a ripercuotersi realmente, e gravemente, nella vita di persone impiegate da anni nell'azienda. Il quadro che risulta, sempre più nitido, dalla osservazione generale di quanto sta accadendo nella grande distribuzione è quello di una difesa a oltranza del profitto, portata avanti sempre e comunque sulla pelle di lavoratrici e lavoratori".