Sicurezza sul lavoro, dal governo un decreto che peggiora la sicurezza dei lavoratori
Un provvedimento che precede un tragico inizio anno, segnato da 56 morti sul lavoro ad oggi
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L’approvazione in via definitiva del Decreto Sicurezza sul lavoro, un provvedimento che, nelle intenzioni annunciate, avrebbe dovuto apportare miglioramenti normativi in tema di infortuni e morti sul lavoro, ma che nei fatti si conferma l'ennesimo passo indietro sulle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il Decreto peggiora notevolmente quanto contenuto nella bozza presentata alle parti sociali dal Governo e - non ultimo - inserisce misure sfavorevoli per le lavoratrici e i lavoratori che già operano in settori caratterizzati da elevati tassi di precarietà e lavoro povero.
Nella versione approvata è stato rimosso l’obbligo, nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione, alla formazione sulla salute e sicurezza al momento dell’assunzione, dilatandolo a trenta giorni, con il risultato di escludere le lavoratrici e i lavoratori precari, o coloro che sono nella fase più delicata di avvio al lavoro, da una procedura fondamentale per la tutela e la sicurezza.
Parliamo di migliaia di persone, già oggi costrette a pagare gli effetti di una frammentazione lavorativa che mina continuamente la stabilità e la certezza di un lavoro dignitoso, tutelato e ben retribuito.
E, nel frattempo, le cronache di questi giorni ricordano tragicamente quanto sia rilevante e urgente il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro un'emergenza, che il governo non solo non affronta adeguatamente ma che con provvedimenti come questo riesce piuttosto a inasprire.
La Filcams Cgil, che ogni giorno rappresenta e tutela i settori interessati dalla norma, esprime contrarietà e indignazione di fronte ai contenuti del decreto.
"Non è accettabile che il governo abbia deciso per l’ennesima volta di colpire le categorie più fragili e precarie - dichiara la categoria - e ancor meno accettabili sono le dimostrazioni di cordoglio di fronte a infortuni e morti, quando al tempo stesso si sceglie di mettere in secondo piano la salute delle lavoratrici e dei lavoratori".
La Filcams metterà in campo tutte le azioni necessarie alla tutela dei lavoratori rappresentai al fine di ripristinare i diritti che questo decreto ha leso.