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LA CALABRIA VUOLE SVILUPPO: LA FILCAMS DI GIOIA TAURO PROPONE UN PIANO PER IL TURISMO E IL COMMERCIO

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18 febbraio 2005

LA CALABRIA VUOLE SVILUPPO: LA FILCAMS DI GIOIA TAURO PROPONE UN PIANO PER IL TURISMO E IL COMMERCIO

All’insegna della Calabria che vuole sviluppo e lavoro, la Filcams Piana di Gioia Tauro ha organizzato giovedì 17 un convegno per proporre idee e ascoltare altre idee sull’economia della Piana, della Costa Viola e del porto di Gioia Tauro.

Alla manifestazione, aperta dalla relaione di Mina Papasidero, segretario generale della Filcams Piana di Gioia Tauro e chiusa da Ivano Corraini, segretario generale della Filcams nazionale, hanno partecipato Giorgio Dal Torrione, sindaco di Gioia Tauro; Franco Barbieri, sindaco di San Ferdinando; Antonino Parisi, sindaco di Palmi; Gianfranco Saccomanno, sindaco di Rosarno; Antonio Franco, assessore alle Attività produttive di Reggio Calabria; Silvio Gangemi, capogruppo Ds alla provincia di Reggio Calabria; Francesco De Bonis, direttore generale Medcenter; Giuseppe Fragomeni, direttore Asi di Reggio Calabria; Carmelo Maccarone, segretario generale Autorità portuale; Luigi Pascale, comandante Capitaneria di porto; Attilio Funaro, direttore di Confcommercio; Nino Marcianò, presidente Confesercenti; Salvatore Larocca, segretario generale Cgil Piana di Gioia Tauro; Nino Zumbo, segretario Cgil Calabria; Aldo Libri, segretario generale Filcams Calabria.

Mina Papasidero ha esordito ricordando l’arretratezza della struttura commerciale calabrese, la cui rete di grande distribuzione «è al di sotto del 50% della media nazionale». Così come il turismo, «debolissimo, incapace di attrarre flussi consistenti, spesso limitato al solo rientro degli emigranti». Un turismo che «in genere non ha capacità di fornire servizi adeguati».

La fotografia non è esaltante, ha detto Papasidero, ma è proprio questa la ragione del convegno della Filcams e della sua proposta: elaborare un piano per superare le difficoltà, «mettere fine alla propaganda» e puntare su settori importanti per lo sviluppo.

Per la Filcams, si tratta di lavorare sull’ambiente, finendola con «lo scempio urbanistico di città, montagne e coste», e si tratta di programmare attrazione, musica e cultura per attrarre turisti per un arco più lungo dei quindici giorni attuali.

Ci vuole un turismo di qualità. Se vogliamo rendere competitivo il nostro turismo, dice Papasidero, «dobbiamo accantonare la pretesa di competere sui costi, che spesso significa sotto salario, lavoro nero e sommerso», perché «per quanto si evadano leggi e contratti non si potrà concorrere alla pari con altre zone anche a noi vicine».

Da queste idee generali la Filcams Piana di Gioia Tauro fa discendere proposte concrete quali la costituzione di una società mista per gestire il centro commerciale, che dovrà sorgere nell’area del porto, e la necessità d’impiantare servizi: ristoranti, alberghi, agenzie bancarie, per i lavoratori e i marinai.

E ancora, un’attenzione particolare che in passato è mancata per le terme, e poi formazione per dare alle attività produttive il capitale umano indispensabile alla crescita economica.